Alla Corte degli Zar. Il contributo occidentale alla civiltà russa

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"Paoline, Milano"

La prefazione di Mikhail Gorbacev per il libro
di Gianni Puccio "Alla corte degli Zar"

I libri di Gianni Puccio - giornalista, giurista, uomo d'affari, linguista, viaggiatore - sono pieni di grande interesse e amore per la Russia. Scritti con un linguaggio semplice e comprensibile, i libri narrano la storia plurisecolare dei rapporti fra i nostri paesi, del contributo reciproco nello sviluppo della nostra civiltà, cultura e arte. Spero che l'attività creativa di Gianni Puccio anche in futuro contribuisca al consolidamento dell'amicizia e comprensione reciproca fra la Russia e Italia.

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I libri di Gianni Puccio - giornalista, giurista, uomo d'affari, linguista, viaggiatore - sono pieni di grande interesse e amore per la Russia. Scritti con un linguaggio semplice e comprensibile, i libri narrano la storia plurisecolare dei rapporti fra i nostri Paesi, del contributo reciproco nello sviluppo della nostra civiltà, cultura e arte…". Queste parole di Michail Gorbaciov sono riportate nel libro che riassume un'opera più ponderosa, in tre volumi, pubblicata in russo con la presentazione appunto dell'ex Presidente e sottolineano l'obiettivo di questa pubblicazione italiana: documentare i contributi e gli scambi culturali che hanno segnato i rapporti tra Russia e il resto dell'Europa, con una particolare attenzione alla cultura italiana. La grande Russia, la sua cultura, la sua ricchezza artistica e naturale, il suo patrimonio religioso e letterario catturano molto interesse, per un fascino del tutto particolare che questo grande paese suscita; per queste ragioni, non mancherà di interessare questo libro, originale nella sua impostazione, che accompagna i lettori alla scoperta dei contributi occidentali alla cultura della Russia: contributi che vanno dall'architettura, alla letteratura e alla musica, passando attraverso i grandi personaggi della storia europea. Si tratta di un testo non specialistico, rivolto al grande pubblico, un viaggio nella storia della "Grande Madre Russia". Il volume si compone di brevi capitoli di impronta storiografica, caratterizzati da una scrittura leggera, lontana dallo stile accademico e che si rivolge a chi è interessato dalla cultura slava e dalle commistioni con l'Occidente.

Gianni Puccio ha uno stile di scrittura che unisce la doppia dinamicità del giornalista e dell'imprenditore. Una galleria di ritratti uno più gustoso dell'altro: anche quando si tratta di personaggi già notissimi, sembra di scoprirli per la prima volta. Le affascinanti saghe dei "variaghi" e dei tartari. I viaggi di Marco Polo tra scopi politici e leggende. Il calvario dello scrittore John Reed, autore del libro "I dieci giorni che sconvolsero il mondo" (la rivoluzione del 1917). Schliemann e Nobel raccontati dal punto di vista russo. Un inedito Giuseppe Garibaldi. Ecc. ecc. Con un'introduzione firmata addirittura da Michail Gorbaciov. Quello di Puccio non è di certo un giornalismo scomodo come quello della Politkovskaja, però aiuta a vedere la Russia non come un universo lontano, bensì come una terra che da sempre è legata a doppio filo con l'Occidente. Italia inclusa.

introduzione Gorbaciov

(introduzione Gorbaciov)